Calcio prima maglia

Una squadra che è tornata ad essere l’orgoglio del calcio italiano alla faccia di tutti i club «Juve merda» disseminati per lo stivale. Il Trefoil che svetta sul petto accanto allo stemma del club ti darà la carica necessaria per condurre i tuoi compagni alla vittoria. La Juve è un club con una storia ben precisa, con un’idea e un’identità ben precisa, e quindi indipendentemente dal periodo a noi giocatori spetta dare il massimo e far di tutto per vincere. Papato, mentre al livello socio-economico, L’Aquila venne a costituirsi in maniera del tutto originale. Ad Atene come a Monaco di Baviera: in Grecia una squadra composta da campioni del mondo si afflosciò contro l’Amburgo di Magath mentre in Germania la Juve campione in carica venne umiliata da un Borussia di reduci e di scarti. Persa la prima partita per 1-0 contro il Taranto, riusci a vincere con il medesimo punteggio contro il Campobasso salvandosi dalla retrocessione. La partita dell’andata ci ha dato più conoscenza di questa squadra e domani siamo consapevoli che dovremo fare un’ottima partita per passare il turno. Gioca a Torino, maglia calcio più bella una città del nord con una reputazione d’austerità e che ha dato numerosi intellettuali e uomini di stato alla Penisola.

Il finanziamento venne sostenuto dallo Stato per il 90% e dal comune di Carcassonne e dal consiglio generale dell’Aude per il restante 10%. Il complesso affrontò un importante e ben curato processo di restauro, che coprì però solo una percentuale compresa tra il 15 e il 30% del totale (merlature e parti superiori). La Juve o la ami o la odi, gli altri la odiano e chi la ama siamo solo noi juventini. Sono perfette per chi ama lo stile retro e vuole distinguersi dalla folla, sia allo stadio che nella vita di tutti i giorni. Sempre se il pacco non venga bloccato e distrutto in quanto contraffatto, con il rischio di ripercussioni legali verso chi ha fatto l’acquisto. La maglia del Villa 1981-82, oltre ad essere entrata nella storia per essere quella della vittoria della Coppa dei Campioni, racchiude molti dei simboli, già presenti sin dagli anni’70, e che da ragazzino mi hanno fatto amare il calcio inglese: la maglia (claret) diversa dalle maniche (azzurre), due colori esclusivi che spiccano perfettamente sul prato verde, il classico stemma rotondo, lo sfizio, tipico degli anni’80, dei fianchi azzurri, e la maglia del portiere verde con i pantaloncini bianchi (un vezzo democratico, non farlo apparire diverso dai giocatori di movimento).

Oggi, con una media di almeno due milioni di visitatori registrati dal 2012, la città è un affermato centro turistico. Dalla nascita sulla panchina di Corso Re Umberto, la Juve è stata al centro della vita sociale, civile e culturale del Novecento. La Juve è la Juve da più di cento anni e potrà sempre sperare di avere un futuro dalla sua parte. Altro che Coppa maledetta, la maledizione è dentro di noi: la Juve, ne ho preso coscienza la scorsa notte, non potrà mai avere quella forza epica perché è una squadra costruita dal potere e nel potere. La Juve ti resta dentro. Per un attaccante affrontare un’italiana resta il top, la vera prova del nove. La Juve ha tutto per rendere molto gelosa una gran parte dell’Italia. La Juve vince tutto e qualcuno non capisce perché. La Juve è un fenomeno da studiare, ma non solo per il ruolo da collezionista di trionfi che si è guadagnata sul campo. Un potere che ci fa pensare superbamente di averne vinti 35 sul campo, roba che se anche fosse vero non lo direi perché tre stelle e solo due Coppe dalle Grandi orecchie in bacheca allora sei davvero un eroe perdente.

La Juve infatti è la città di Torino, è la famiglia Agnelli, è il genio italiano che impediva al capitalismo più ricco e potente di diventare arrogante e meschino, è il campione fuori dagli schemi, è la valorizzazione di tutto ciò che non è scontato, è la distrazione colta e di talento, è l’unità d’Italia, sono gli emigranti meridionali che solo il pallone rendeva aggraziati e ben fatti, goffi nella vita ma bellissimi in campo, uomini generosi che per conquistarsi il diritto di esserci carezzavano la palla e usavano i piedi come due mani di pianista. Per questo, già dal 1899, le primissime Lutzmann fecero da base per una versione «commerciale», come si direbbe oggigiorno, una Lutzmann dotata unicamente di due posti e di un cassone posteriore predisposto per un carico fino a 150 kg. I costi di spedizione variano in base alla destinazione. Altra significativa componente che caratterizza l’impianto urbano aquilano sono gli insediamenti monastici che si inseriscono, secondo differenti modalità e tipologie, all’interno della città, ai limiti del tessuto edificato e a ridosso delle mura fortificate, o anche esternamente, come la Basilica di Santa Maria di Collemaggio (1288), fuori Porta di Bagno. Tuttavia, il progetto, anche a seguito delle numerose modifiche, sembra risultare in contrasto con il quartiere compatto e regolare della Bolognina storica, soprattutto sull’asse Nord-Sud di via Fioravanti, il quale, a seguito del laboratorio di urbanistica partecipata, vede sulla parte occidentale un abbassamento di piano, in pratica uno sviluppo in trincea.


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